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Cosa è il Compost? ...e come possiamo compostarlo correttamente?

Il compost è una risorsa preziosa per il terreno. Nasce dalla trasformazione naturale degli scarti organici, come residui di cucina, foglie, erba tagliata e piccole potature, e diventa un materiale ricco di sostanza organica, utile per migliorare la fertilità del suolo.

ragazza e compostaggio

Che cos’è il compost

In natura, foglie secche, resti vegetali, piccoli organismi morti e altri materiali organici cadono sul terreno e vengono lentamente decomposti da microrganismi, insetti e lombrichi. Con il tempo si trasformano in sostanze più semplici, come acqua, anidride carbonica, sali minerali e humus.

Il compostaggio domestico riproduce questo stesso meccanismo naturale, ma in modo controllato, all’interno di una compostiera o di un bio-composter. È un sistema semplice per ridurre i rifiuti organici prodotti in casa e in giardino, trasformandoli in un ammendante naturale da utilizzare nell’orto, nelle aiuole e nei vasi.

Che cos’è il compostaggio

Il compostaggio è un processo biologico aerobico, cioè avviene in presenza di ossigeno. Durante questo processo, batteri, microrganismi e piccoli organismi del suolo trasformano la sostanza organica in un materiale più stabile, scuro, friabile e simile a un terriccio.

Perché il compostaggio funzioni correttamente, servono tre condizioni fondamentali: una buona presenza di ossigeno, un giusto livello di umidità e un corretto equilibrio tra materiali umidi e materiali secchi. Quando questi elementi sono bilanciati, la decomposizione avviene senza cattivi odori e produce un compost di buona qualità.

Se invece manca ossigeno, possono svilupparsi fermentazioni e putrefazioni. In questo caso il materiale inizia a emanare odori sgradevoli, segno che il processo non sta procedendo correttamente. Per questo è importante mantenere il cumulo arieggiato e non troppo bagnato.

Durante la decomposizione, le molecole organiche più complesse vengono trasformate in composti più semplici e stabili. In alcune fasi, l’attività dei microrganismi può far aumentare la temperatura del materiale. Questo riscaldamento contribuisce alla trasformazione degli scarti, ma nel compostaggio domestico non sempre è sufficiente a garantire una completa igienizzazione. Per prudenza, è quindi meglio evitare di inserire piante malate, semi di infestanti difficili da eliminare e deiezioni di cani e gatti.

Perché il compost fa bene al terreno

Il compost non è solo un concime. È soprattutto un ammendante, cioè una sostanza capace di migliorare la struttura e la vitalità del terreno.

Nei terreni sabbiosi aiuta a trattenere meglio l’acqua e gli elementi nutritivi. Nei terreni argillosi, invece, contribuisce a rendere il suolo meno compatto e più poroso, favorendo il passaggio dell’aria e dell’acqua. In entrambi i casi, il terreno diventa più ospitale per le radici e per gli organismi utili che vivono nel suolo.

Il compost contribuisce anche a trattenere e rilasciare gradualmente gli elementi nutritivi necessari alle piante, come azoto, fosforo e potassio. In questo modo nutre il terreno nel tempo e favorisce una crescita più equilibrata delle colture.

La parte più stabile del compost è ricca di humus, una componente fondamentale dei terreni fertili. L’humus migliora le proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo, aumentando la sua capacità di trattenere acqua e nutrienti.

Perché fare compostaggio domestico?

Ogni giorno produciamo scarti organici: bucce di frutta, residui di verdura, fondi di caffè, foglie, erba tagliata e piccoli rami. Se questi materiali finiscono nei rifiuti indifferenziati, devono essere trasportati e trattati, spesso con costi ambientali ed economici maggiori.

Con il compostaggio domestico, invece, questi scarti vengono recuperati direttamente nel luogo in cui vengono prodotti. Questo permette di ridurre la quantità di rifiuti conferiti, limitare gli sprechi e ottenere un materiale utile per il giardino e l’orto.

Anche gli scarti verdi del giardino non dovrebbero essere bruciati. La combustione di foglie, erba e ramaglie produce fumo e peggiora la qualità dell’aria. Compostarli è una soluzione più naturale e sostenibile.

Dove posizionare il composter

Il luogo ideale per posizionare il composter è un angolo dell’orto o del giardino, facilmente raggiungibile ma non troppo esposto.

La posizione migliore è a contatto diretto con il terreno, così da facilitare l’ingresso di lombrichi e microrganismi utili. È preferibile scegliere una zona parzialmente ombreggiata, per evitare che il materiale si secchi troppo in estate. Una buona soluzione è collocare il composter sotto un albero a foglie caduche: in estate sarà protetto dal sole diretto, mentre in inverno riceverà più luce.

Il composter deve inoltre essere posizionato in un punto comodo da raggiungere, sia dalla cucina sia dal giardino. In questo modo sarà più semplice conferire gli scarti con regolarità e controllare periodicamente il materiale.

Cosa si può compostare

Nel composter possiamo inserire molti scarti organici prodotti in casa e in giardino. Tra i materiali più adatti ci sono:

  • scarti di frutta e verdura;
  • bucce e torsoli;
  • fondi di caffè e filtri di tè;
  • gusci d’uovo sminuzzati;
  • fiori appassiti;
  • foglie secche;
  • erba tagliata, meglio se leggermente appassita;
  • piccole potature e ramaglie triturate;
  • paglia, segatura non trattata e trucioli naturali;
  • carta da cucina non colorata, cartone non plastificato e carta non patinata, in piccole quantità.

Gli scarti di cucina possono essere raccolti in una piccola bio-pattumiera da tenere vicino al contenitore dei rifiuti non riciclabili. In questo modo la raccolta è più ordinata e diventa un’abitudine quotidiana.

È utile distinguere tra materiali umidi e materiali secchi. I materiali umidi, come scarti di cucina ed erba fresca, sono ricchi di acqua e azoto. I materiali secchi, come foglie, ramaglie, paglia, carta e cartone non trattati, sono più ricchi di carbonio e aiutano a dare struttura al cumulo.

Un buon compost nasce proprio dall’equilibrio tra queste due componenti.

Cosa non bisogna compostare

Non tutti i materiali possono essere inseriti nel composter. Alcuni non si degradano, altri possono inquinare il compost o attirare animali indesiderati.

È meglio evitare:

  • vetro, plastica e metalli;
  • lattine, contenitori e oggetti sintetici;
  • pile scariche;
  • farmaci scaduti;
  • vernici, diluenti e prodotti chimici;
  • legno verniciato o trattato;
  • carta patinata, plastificata o molto colorata;
  • tessuti;
  • lettiere di cani e gatti;
  • deiezioni di cani e gatti;
  • piante malate, se non si è sicuri di raggiungere temperature adeguate;
  • grandi quantità di carne, pesce, formaggi o cibi cotti.

Alcuni manuali ammettono piccole quantità di determinati alimenti, come carne o formaggi, ma nel compostaggio domestico è preferibile limitarli o evitarli, perché possono attirare animali e generare cattivi odori. Anche piante malate e infestanti con semi vanno gestite con cautela, poiché non sempre il compostaggio domestico raggiunge temperature sufficienti a neutralizzarle completamente.

Come caricare correttamente il composter

Per avviare bene il compostaggio è importante preparare il fondo del composter. Il primo strato dovrebbe essere formato da ramaglie spezzate grossolanamente, piccoli rami o materiale legnoso. Questo strato favorisce il drenaggio dell’acqua in eccesso e permette all’aria di circolare meglio.

A questo primo strato si può aggiungere un po’ di compost maturo o materiale proveniente da un precedente ciclo di compostaggio. Questo aiuta ad arricchire il cumulo di microrganismi utili e favorisce l’avvio del processo.

Successivamente si possono inserire gli scarti organici, alternando e mescolando materiali umidi e materiali secchi. Un’indicazione pratica è mantenere un rapporto di circa due parti di materiale umido e una parte di materiale secco. Tuttavia, non deve essere considerato un valore rigido: la miscela va osservata e corretta in base all’umidità, alla consistenza e agli odori.

Ogni volta che si aggiungono scarti umidi, è buona norma coprirli con uno strato di materiale secco, come foglie, ramaglie triturate, paglia o cartone spezzettato. Questo aiuta a prevenire cattivi odori e la presenza di moscerini.

Gli scarti più grandi, come potature e rametti, dovrebbero essere sminuzzati prima di essere inseriti. Più il materiale è ridotto in piccoli pezzi, più facilmente potrà essere attaccato dai microrganismi.

Umidità e ossigeno: i due controlli fondamentali

Come controllare l’umidità

L’umidità è essenziale perché i microrganismi hanno bisogno di acqua per vivere e trasformare la sostanza organica. Se il materiale è troppo secco, il processo rallenta o si blocca. Se invece è troppo bagnato, l’aria non circola bene e possono svilupparsi cattivi odori.

Un metodo semplice per controllare l’umidità è la prova del pugno. Si prende una manciata di materiale dal composter, indossando un guanto, e la si stringe nella mano.

  • Se il materiale lascia la mano umida senza far cadere gocce, l’umidità è corretta.
  • Se cadono molte gocce, il cumulo è troppo bagnato.
  • Se il materiale si sbriciola ed è asciutto, bisogna aggiungere un po’ d’acqua o più materiali umidi.

Quando l’umidità è eccessiva, si aggiungono materiali secchi e strutturanti, come foglie secche, ramaglie triturate, paglia o cartone non trattato. Quando invece il materiale è troppo secco, si può bagnare leggermente con acqua, senza esagerare.

Perché è importante l’ossigeno

L’ossigeno è altrettanto importante. Il compostaggio è un processo aerobico, quindi ha bisogno di aria. Per questo molti composter sono dotati di aperture alla base o lungo le pareti.

Tuttavia, le aperture da sole non sempre bastano: è utile mescolare periodicamente il materiale con un arieggiatore o una forca, soprattutto se il cumulo appare compatto.

Problemi comuni e soluzioni

Anche nel compostaggio domestico possono sorgere piccoli inconvenienti. Nella maggior parte dei casi si risolvono osservando il materiale e correggendo umidità, aerazione e bilanciamento tra scarti umidi e secchi.

Cattivi odori

I cattivi odori sono spesso causati da troppa umidità, scarsa aerazione o eccesso di scarti umidi. Per risolvere il problema, bisogna aggiungere materiali secchi e strutturanti, mescolare il cumulo con un arieggiatore e, se necessario, coprire la superficie con un sottile strato di terra o compost maturo.

Moscerini

I moscerini compaiono soprattutto quando gli scarti umidi, in particolare frutta e verdura, restano scoperti. La soluzione più semplice è coprire sempre gli scarti freschi con materiale secco, foglie, terra o compost maturo.

Compostaggio troppo lento

Se il compostaggio procede lentamente, le cause possono essere diverse: materiale troppo secco, eccesso di scarti legnosi, pezzi troppo grandi oppure basse temperature. In questo caso conviene mescolare il cumulo, inumidirlo se necessario e aggiungere una quota di materiali umidi ricchi di azoto, come scarti di cucina o erba leggermente appassita.

Aghi di conifere, foglie coriacee e materiali molto legnosi si degradano più lentamente. Possono essere compostati, ma è meglio usarli in piccole quantità e ben mescolati con materiali più facilmente degradabili.

Muffe negli strati interni

La presenza di muffe non è sempre un problema: in piccole quantità può far parte del normale processo di decomposizione. Se però il materiale appare troppo secco o compatto, è utile inumidirlo leggermente e smuoverlo per migliorare la distribuzione dell’acqua e dell’aria.

Talpe e arvicole

La presenza di talpe o arvicole può dipendere dalla mancanza di una protezione alla base del composter. Per prevenirla, si può installare una rete metallica anti-talpa sotto la compostiera, leggermente più ampia della base, in modo da impedire l’accesso dal basso senza bloccare il contatto con il terreno.

Le diverse fasi del compost

Il compost cambia aspetto e caratteristiche nel corso del tempo. In base al grado di maturazione, possiamo distinguere compost fresco, compost pronto e compost maturo.

Compost fresco

Il compost fresco si ottiene dopo circa due o tre mesi, ma non ha ancora completato la trasformazione biologica. È ancora ricco di elementi nutritivi e può essere molto attivo.

Per questo motivo non va messo a diretto contatto con le radici. Può essere utilizzato nell’orto in autunno, distribuendolo sul terreno con un certo anticipo rispetto alla semina o al trapianto.

Compost pronto

Il compost pronto si ottiene generalmente dopo quattro-sei mesi, anche se i tempi possono variare in base alla stagione, al clima, ai materiali inseriti e alla gestione del cumulo. È più stabile del compost fresco e può essere utilizzato nell’orto e in giardino prima della semina o del trapianto.

Compost maturo

Il compost maturo richiede più tempo. È scuro, friabile, ha un odore gradevole di terra di bosco e non si riconoscono quasi più i materiali di partenza. È il compost più stabile e sicuro da usare, adatto anche per le piante in vaso e per i periodi delicati come germinazione e radicamento.

Come capire se il compost è pronto?

Un compost ben maturo ha alcune caratteristiche facili da riconoscere:

  • colore scuro e uniforme;
  • consistenza soffice e friabile;
  • odore gradevole di terra;
  • assenza di cattivi odori;
  • materiali iniziali non più riconoscibili, salvo qualche pezzetto di legno;
  • temperatura simile a quella dell’ambiente.

Se il compost è ancora caldo, emana odori forti o contiene molti scarti riconoscibili, è meglio lasciarlo maturare ancora.

Prima dell’uso si può anche setacciare. Le parti più fini saranno utilizzate nell’orto, nelle aiuole o nei vasi; i pezzi più grossolani potranno essere reinseriti nel composter per continuare la decomposizione.

Il compostaggio domestico è un gesto semplice, ma molto efficace. Permette di imitare ciò che la natura fa da sempre: trasformare gli scarti organici in nuova fertilità.

Con una compostiera ben posizionata, una corretta miscela di materiali umidi e secchi, il giusto livello di umidità e una buona aerazione, è possibile ottenere un compost utile, naturale e sicuro da impiegare nell’orto, in giardino e nei vasi.

Fare compost significa ridurre i rifiuti, migliorare il terreno e restituire alla terra una parte di ciò che ogni giorno ci offre.